CIBELE OVVERO L'IMMORTALITÀ

 


Spesso, i miti riguardanti la Grande Madre - la Cibele latina - sono intepretati in chiave iniziatica, in senso dionisiaco. Proverò a mostrare il sostrato concettuale di questi racconti. La Grande Madre rappresenta l'eternità della materia: la materia è ciò che consente ad un singolo ente naturale di proseguire, sotto altre forme, la propria vita (ad esempio un uomo diventa, dopo la morte, parte del terreno dove è sepolto e così via). Attis, d'altro canto, è figura dell'essere umano in generale. Egli, inizialmente, o non si occupa dell'immortalità o la cerca altrove rispetto alla materia (Attis cerca di sposare una mortale ed è oggetto dell'amore dell'androgino Atdgistis); in un secondo momento, comprende di essere parte del processo eterno di generazione e corruzione, legato appunto alla materia (Attis, riconciliatosi con la Dea, risorge e ottiene l'immortalità). L'uomo è immortale solo nelle infinite trasformazioni della materia, di cui è partecipe. La conclusioni alle quali si giunge comprendendo questo mito sono totalmente estranee rispetto alla maggioranza dei culti "maschili", che legano l'immortalità o alla gloria (spesso bellica) o al mondo celeste (spirituale o comunque in antitesi alla materia).

Commenti

Post popolari in questo blog

LA NASCITA DI AFRODITE