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CIBELE OVVERO L'IMMORTALITÀ

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  Spesso, i miti riguardanti la Grande Madre - la Cibele latina - sono intepretati in chiave iniziatica, in senso dionisiaco. Proverò a mostrare il so s trato concettuale di questi racconti. La Grande Madre rappresenta l'eternità della materia: la materia è ciò che consente ad un singolo ente naturale di proseguire, sotto altre forme, la propria vita (ad esempio un uomo diventa, dopo la morte, parte del terreno dove è sepolto e così via). Attis, d'altro canto, è figura dell'essere umano in generale. Egli, inizialmente, o non si occupa dell'immortalità o la cerca altrove rispetto alla materia (Attis cerca di sposare una mortale ed è oggetto dell'amore dell'androgino Atdgistis); in un secondo momento, comprende di essere parte del processo eterno di generazione e corruzione, legato appunto alla materia (Attis, riconciliatosi con la Dea, risorge e ottiene l'immortalità). L'uomo è immortale solo nelle infinite trasformazioni della materia, di cui è partecipe...

LA NASCITA DI AFRODITE

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  Afrodite, dea dell'amplesso e della bellezza, nasce dal mare, attraverso l'inseminazione asessuata di Urano, il cielo. Oltre a testimoniare la convergenza visiva tra cielo e mare, la storia della nascita di Afrodite certifica, da un lato, la potenza dell'amplesso (ciò che proviene dal cielo è divino, perfetto, forte) e, dall'altro, la sua indomabilità (ciò che proviene dal mare è mobile, tempestoso, indomito). Afrodite, dunque, rappresenta una carica impetuosa universale (nessuno, mortale o no, è risparmiato dalla dea): in altre parole, un potere. Ora, da ciò capiamo l'importanza della castità (intesa anche in senso lato) nella gestione dei governati da parte dei governanti. Afrodite, quando ci visita, ci determina come avversari e concorrenti del potere, il quale, per difendersi, vieta l'amplesso o lo indirizza secondo direttrici calcolabili (come quelle del consumo).